Ursicino, un amanuense ribelle

Come e quando nasce la Biblioteca Capitolare di Verona?

Anticamente, i libri venivano ricopiati a mano da pazienti artigiani chiamati amanuensi, all’interno di laboratori di scrittura che sorgevano spesso accanto alle cattedrali o all’interno dei monasteri. Anche a Verona esisteva questo laboratorio, detto Scriptorium, dalle origini antichissime. Non abbiamo testimonianze storiche precise sulla sua fondazione, ma grazie ad un amanuense “ribelle”, possiamo contare su una data certa contenuta nel Codice XXXVIII.

Il nome di questo amanuense era Ursicino, lettore della Chiesa Veronese. Lo sappiamo perché, al termine del suo lavoro (una copia della vita di S. Martino di Tours e di S. Paolo di Tebe l’Eremita), firmò il manoscritto su uno degli ultimi fogli. Questo semplice gesto ai nostri occhi appare del tutto normale, ma per l’epoca era piuttosto sovversivo! Lasciare una traccia così esplicita della propria identità significava infatti attribuirsi con orgoglio il proprio lavoro. Nell’ambito di una produzione di testi sacri (finalizzata quindi all’elevazione spirituale e alla glorificazione di Dio), questo costituiva un peccato di vanità!

La sottoscrizione dell’amanuense: possiamo leggerne il nome – “Ursicinum” – ed il titolo “lect”, abbreviazione di “lettore”

Ursicino non si limitò a scrivere il proprio nome sul manoscritto: aggiunse anche il luogo – Verona – e la data in cui terminò il lavoro. Si tratta delle “calende” di agosto (cioè il primo giorno del mese) dell’anno di consolato di “Agapito, uomo illustrissimo”: il 1 agosto del 517 d.C. In quell’anno, perciò, l’attività dello Scriptorium era già avviata ed almeno in parte strutturata. Con il passare dei secoli, la conservazione e lo studio dei libri divenne più importante della loro produzione, e lo Scriptorium si trasformò lentamente in una vera e propria biblioteca.

“Agapito VCC”, forma abbreviata di “Agapito Viro Clarissimo Consule”: l’indicazione temporale da cui è stato possibile datare con certezza il codice di Ursicino all’anno 517 d.C.

La testimonianza di Ursicino, in definitiva, ci permette di stabilire che la Biblioteca Capitolare di Verona vanta un’attività complessiva di quasi 1504 anni. Si tratta dunque della biblioteca più antica del mondo tra quelle tuttora esistenti ed in attività!

Il suo immenso patrimonio, conta molti manoscritti di antichità pari o anche superiore al Codice di Ursicino. Le nuove tecnologie possono aiutarci a tutelarlo e valorizzarlo sempre meglio: ecco perché vorremmo creare la nostra Digital Library! Per realizzare questo progetto, abbiamo bisogno di te: vota la Biblioteca Capitolare di Verona su https://volotea4veneto.it/#biblioteca-capitolare

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