I luoghi di Dante a Verona – seconda parte

Proseguiamo il nostro viaggio nei luoghi di Dante a Verona, raggiungendo l’attuale Palazzo della Prefettura. Fu proprio qui, in Piazza dei Signori, che Dante trovò ospitalità e alloggio. L’area stessa lo ricorda, con la statua ottocentesca del poeta che domina la piazza, e con l’altro nome – “Piazza Dante” – con cui è tutt’ora conosciuta. La Commedia, specialmente per quanto riguarda il Paradiso, fu in parte scritta proprio qui.

La Biblioteca Capitolare custodisce numerose copie di pregio di questo straordinario capolavoro della letteratura. Tra di essi possiamo trovare la prima edizione (1481) commentata dall’umanista Cristoforo Landino, una copia arricchita di magnifiche incisioni acquerellate (1491 – in foto) e altre edizioni, una trentina in totale, risalenti ai secoli XV e XVI.

Rimaniamo nella zona dei palazzi scaligeri e facciamo una sosta a Palazzo del Capitanio. In questa zona si trovavano i palazzi più antichi della signoria Della Scala, dove forse Cangrande ricevette notizia della dedica del Paradiso da parte dell’amico e protetto. A Dante è infatti attribuita una lettera di dedica della cantica a Cangrande della Scala, nella quale l’autore spiega il titolo ed il contenuto della Commedia. Secondo Dante, si tratta di un componimento in cui è concesso anche l’utilizzo di un linguaggio più informale, la cui materia parte da situazioni oscure e difficili ma poi finisce bene.

Come nel caso di tutte le opere di Dante, non esiste l’originale di questa lettera, che è stata oggetto di discussioni tra gli studiosi. Non ci sono infatti rimaste copie antecedenti al XVI secolo, cui infatti risale il manoscritto CXIV della Biblioteca Capitolare (in foto). Si tratta dunque di una delle più antiche copie dell’opera in circolazione!

Immaginiamo ora, nel nostro viaggio lungo i luoghi di Dante a Verona, di seguirlo nell’area del cimitero privato degli Scaligeri. All’epoca, le grandiose Arche Scaligere non esistevano ancora, ed i signori di Verona erano seppelliti in semplici sarcofagi in pietra. Tra di essi, quello che è probabilmente il sepolcro di Bartolomeo Della Scala può essere identificato proprio grazie ai versi di Dante. Nel Canto XVII del Paradiso, infatti, Dante incontra il suo avo Cacciaguida, che gli profetizza il futuro esilio ed afferma che

“lo primo tuo refugio, e ‘l primo ostello / sarà la cortesia del gran Lombardo / che in su la scala porta il santo uccello”

Dante fu infatti ospitato una prima volta a Verona, poco dopo la condanna all’esilio, proprio da Bartolomeo, il “gran Lombardo”. Possiamo vederlo mentre entra in città, rappresentato su una delle xilografie che ornano le antiche copie a stampa della Commedia conservate in Biblioteca Capitolare. Poiché Bartolomeo aveva sposato la pronipote dell’imperatore, poteva fregiarsi dell’aquila imperiale (il santo uccello) sullo stemma della scala, come si vede appunto inciso su una delle antiche tombe.

In foto: xilografia raffigurante l’ingresso di Dante a Verona all’inizio del Canto XVII del Paradiso, tratta da un incunabolo del ? conservato in Biblioteca Capitolare

La mostra diffusa “I luoghi di Dante a Verona” è un progetto dell’Assessorato Turismo Rapporti Unesco del Comune di Verona, in collaborazione con Fondazione Cariverona. Ricordate inoltre che gli acquerelli originali su cui si basano le illustrazioni dei pannelli di questo percorso dantesco sono visibili in Biblioteca Capitolare fino al 5 settembre, con la mostra “Dante a Verona visto da Giancarlo Zucconelli – acquerelli nel racconto di Andrea Mirenda“!

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