I luoghi di Dante a Verona – terza parte

La terza parte della mostra diffusa “I luoghi di Dante a Verona” ci conduce in uno degli angoli più famosi della città: l’antichissima Piazza delle Erbe. Tra le sue botteghe, nel 1345, risuonarono alcune terzine dedicate al grande capolavoro di Dante. A comporle e declamarle fu Pietro Alighieri, figlio del poeta e di Gemma Donati. Pietro seguì il padre in esilio e si stabilì a Verona in modo definitivo, dando origine all’unico ramo tuttora superstite della famiglia. Qui svolse attività di magistratura, ma fu anche un poeta ed un critico letterario. A lui dobbiamo infatti il primo Commento della Commedia, in cui Pietro si dimostra appassionato esegeta dell’opera del padre, illuminandone diversi punti oscuri ed associandola ai grandi classici antichi. 

Nel 1785 il Prefetto della Biblioteca Capitolare Giovanni Jacopo Dionisi commissionò una copia del commento di Pietro alla Commedia, ricavandolo da un antico codice della Biblioteca di S. Giustina a Padova, oggi custodito presso la British Library. Il manoscritto fu poi donato alla Biblioteca Capitolare, dov’è tuttora conservato.

Percorriamo ora Corso Porta Palio e Corso Cavour. Nel Medioevo, da qui passavano i corridori – a piedi e a cavallo – del Palio del Drappo Verde, che si correva la prima Domenica di Quaresima. Nel Canto XV dell’Inferno Dante utilizza la metafora del Palio, con la sua atmosfera frenetica, alla corsa di Brunetto Latini. Latini fu il maestro di retorica di Dante, immaginato mentre corre sulla sabbia rovente tra i sodomiti. Fine intellettuale, egli compose la prima enciclopedia moderna, il Livre du Trésor, scritto per la prima volta in una lingua diversa dal latino. Fu dunque proprio lui ad ispirare nell’illustre allievo l’idea di esprimersi in volgare per raggiungere un pubblico più vasto.

Una copia di origine veneziana del Trésor, realizzata a inizio Trecento, è oggi visibile presso la Biblioteca Capitolare. Le sue pagine di delicata pergamena bianca sono decorate con raffinate cornici e miniature.

Eccoci ora di fronte al simbolo della città di Verona, l’Arena. Il profilo del maestoso anfiteatro romano, secondo un altro antico commentatore, si potrebbe rintracciare nella struttura stessa dell’Inferno. Jacopo della Lana (1290-1265) lo associa infatti alla forma a gradoni concentrici dell’Arena, che dunque potrebbe essere stata d’ispirazione per l’immaginario di Dante.

Una copia del commento alla Commedia di della Lana, stampata a Venezia nel 1477 e successivamente donata alla Biblioteca Capitolare nel 1787, rappresenta il più antico incunabolo qui custodito.

La mostra diffusa lungo i luoghi di Dante a Verona è un progetto dell’Assessorato Turismo Rapporti Unesco del Comune di Verona, in collaborazione con Fondazione Cariverona. Ricordiamo inoltre che gli acquerelli originali su cui si basano le illustrazioni dei pannelli di questo percorso dantesco sono visibili in Biblioteca Capitolare con la mostra “Dante a Verona visto da Giancarlo Zucconelli – acquerelli nel racconto di Andrea Mirenda“, accessibile ancora per pochi giorni! La Biblioteca Capitolar riaprirà al pubblico dopo la chiusura estiva giovedì 26 agosto.

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